Una riflessione

Ultimamente penso spesso alla disparità dei sessi nel mondo. Tranquilli, non comincerò a scrivere di statistiche, di stipendi inferiori, ecc. Non sono un’esperta, c’è gente molto più brava di me a scrivere di un argomento come questo.

Ho visto per puro caso un documentario, “L’amore offeso”, che parla di tratta di donne, di come in Cambogia la donna venga spinta a prostituirsi. C’è anche un detto lì: “La donna è come uno straccio, l’uomo come l’oro”. Vivono in povertà, in una condizione sociale che non permette loro nemmeno di risollevarsi.

E, come la Cambogia, ci sono molti altri Paesi che vivono così, in prevalenza nel Sud-est asiatico e in Africa.

E così mi sono ritrovata a ripercorrere le nozioni di storia e di biologia che vengono insegnate nelle scuole.

Discendiamo da alcuni esemplari di scimmie antropomorfe, le più simili a noi. Esse, a volte, presentano un po’ di aggressività, ma per lo più per preservare il territorio, proteggere i cuccioli o riuscire ad attirare l’attenzione di una femmina. Non c’è aggressività, però, tra esemplari femminili e maschili. Quindi, quando è successo? Quando è nata questa disparità sociale?

Credo che, nella nostra evoluzione, nel corso della storia, a un certo punto, ci sia stato qualcosa, un errore, che ci ha portati a questo punto. Qualcosa che ha portato l’uomo a voler prevaricare e la donna a cercare di arrabattarsi, a volte ricorrendo a mezzi subdoli.

Ovviamente, parlo da profana. Le nozioni che ho in proposito sono, per l’appunto, puramente scolastiche e sto anche generalizzando molto, quindi potrei dire una marea di fesserie. Ma ciò che mi fa riflettere è che, comunque, non siamo nati così. Questa “guerra fra i sessi”, che malgrado ciò che ci raccontiamo continua ancora oggi (e basta guardare come si comportano i ragazzini e le ragazzine di 16/17 anni gli uni con le altre per capirlo), l’abbiamo creata noi, in un momento della nostra storia che però ora non siamo in grado di ricordare.

E quindi come si può tornare indietro e ritrovare quella naturalezza nei rapporti tra i sessi che avevamo agli albori della nostra esistenza? Credo che l’unica soluzione sia liberarsi dalla paura che questo genera in noi: l’essere rifiutati, rischiare di sentirci sminuiti perché “non abbastanza” per quella persona. E la paura ci spinge ad essere aggressivi e a comportarci quasi con strafottenza.

Forse sono semplicemente troppo idealista e mi faccio decisamente troppe seghe mentali, ma penso che sarebbe decisamente un mondo migliore se riuscissimo a liberarci di questi schemi mentali e ad essere più sereni con noi stessi e con gli altri.

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Progetti

E’ da mesi che non scrivo più nulla, ma c’è di buono che non l’ho fatto per il semplice motivo che ho avuto molto da fare, tanti progetti da attuare, e tanti momenti da passare insieme con le persone che amo.

E’ un periodo proficuo, sto imparando tantissimo su di me, ma anche sul mondo circostante. Ultimamente mi sono concentrata molto sulle emozioni, cercando di affinare la mia intelligenza emotiva. Ho una teoria: credo che nella società odierna ci sia un distacco enorme dalle proprie emozioni, ed è per quello che facciamo così fatica ad instaurare rapporti sani, con se stessi e con gli altri.

Se ci si pensa, quante persone si conosce che non sono in grado di capire cosa realmente cercano in amore? Quanti matrimoni finiscono in divorzi perché non si è abbastanza in contatto con ciò che si è e con il proprio partner? Quante volte abbiamo paura di ambienti nuovi perché non sapremo con chi ci troveremo e se le persone con cui staremo saranno gentili con noi?

La cattiveria che spesso si forma a scuola ci segna, inesorabilmente. I rapporti sociali in cui ci ritroviamo fin dai primissimi anni di vita ci daranno un’impronta di quello che potremo e dovremo aspettarci, e se qualcuno ha la sfortuna d’incappare in compagni di classe che si divertono a prendere in giro, anche pesantemente, molto probabilmente quella persona svilupperà una diffidenza che andrà ad incidere su tutti i rapporti futuri, bloccandolo anziché incentivarlo. Credo che a tutti capiti, almeno una volta, di avere a che fare con persone che si divertono a svilire. E penso sia proprio per quello che i rapporti sociali di oggi siano così… “poveri”, poco costruttivi e molto distruttivi. Basta guardare le tante pagine di Facebook dove vengono postati screenshots con le conversazioni dei ragazzini: si va dai ragazzi che fanno avance anche tanto spinte e si comportano in maniera maleducata, a ragazze che rispondono in malo modo anche quando non ce n’è motivo… Siamo costantemente o aggressivi o sulla difensiva, e quasi mai ci sentiamo distesi, tranquilli, a nostro agio. Ci sentiamo così solo dopo, quando siamo abbastanza maturi da sentirci sicuri di noi.

E’ per questo che ho elaborato questa teoria, e secondo me l’unica soluzione è cercare di entrare in contatto più profondo con i propri sentimenti, andando così a “curare” le ferite emotive collezionate nel corso degli anni, e sentendosi poi più liberi di esprimere se stessi e in grado di costruire relazioni migliori e più sane, che ci diano tanto.

Andando oltre, ho anche dato vita a un nuovo progetto: sto studiando i linguaggi internet perché voglio diventare una web designer, in modo da poter sfruttare le capacità artistiche dei miei studi, unita alla passione per internet. Mi sto mettendo tutti i giorni a studiare diligentemente, a provare e riprovare a scrivere codici e costruire pagine internet. Non è così facile come sembra: basta un piccolo errore di scrittura perché non funzionino, ma è qualcosa che mi sta appassionando, e ci sto mettendo le mie energie con gioia e tanta, tanta voglia.

Un mattoncino alla volta, riuscirò a raggiungere il traguardo.

Intanto, la terza settimana della scuola serale è ormai passata. Sono al quinto anno, perciò ci aspetta la maturità. Non so se avevo già scritto qualcosa in proposito, ma quando avevo diciassette anni ho fatto il grosso errore di lasciare gli studi, e ora sto cercando di recuperare e dare una sistemata a tutto ciò che ho lasciato in sospeso negli anni. Lo scrivo più che altro con la speranza che, se c’è qualcuno con la stessa idea di smettere di studiare, la cambi e rinsavisca. E’ qualcosa di cui mi sono pentita tanto. E’ vero che, con i tempi che corrono, lo studio ha molta meno importanza rispetto ad una volta, ma il fatto di avere un diploma comunque ha ancora un valore. E in ogni caso, il portare a termine un percorso incide anche sul valore che diamo a noi stessi, sulla nostra autostima, e questo sì che è importante. Dopotutto, siamo l’unica persona al mondo che starà sempre con noi, e se pensiamo di essere degli incapaci, se noi stessi ci svalutiamo, allora davvero non riusciremo a combinare un granché. Dobbiamo sempre metterci alla prova, uscire dalla zona di comfort, perché solo così ci sentiremo di poter contare su noi stessi e sulle nostre capacità.

Mi rendo conto di star parlando come un guru statunitense, di quelli che mettono su spettacoli grandiosi per attirare più pubblico, ma è ciò che penso davvero, lo sto provando sulla mia pelle.

Perciò lascio i miei pochi lettori con un messaggio positivo: voi siete unici, non c’è nessun altro come voi. Siete speciali, ed è così che dovreste sempre sentirvi.

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photo: Candice Swanepoel