Il buio

Ci sono caduta con tutte le scarpe. Lo sapevo, me lo sentivo che era da troppo tempo che qualcosa premeva contro il costato per uscire. Una bestia selvaggia, stanca di non essere ascoltata.

E ora sento la sua voce, fin troppo bene, che scandisce parole così brutte da farmi sentire un dolore fisico.

“Non vali niente, sei una fallita”. Sei merce avariata, nessuno ti vorrebbe”. “Credi davvero che lui starebbe con te se sapesse quanto sei marcia dentro?”

Un paio di notti fa mi sono sorpresa a pensare che non sarebbe stato poi un gran danno se morissi, se mi levassi di torno. Sicuramente sarebbe una preoccupazione in meno per i miei genitori, costretti ancora a mantenermi nonostante abbia quasi 27 anni, e anche per lui, che potrebbe stare finalmente con una persona che possa davvero farlo felice.

Pensavo che non avrei mai raggiunto un tale livello di disperazione, un tale desiderio di annullarmi, sparire. E invece sono notti che piango, che mi sento stanca, che non dormo abbastanza e il giorno mi trascino. Ogni tanto c’è qualche momento di serenità, dove non penso a cose brutte, ma poi basta un attimo perché ritorni tutto, con il suo peso che mi fa incurvare le spalle.

Non voglio più stare nel buio, ma non so come uscire da questo loop infinito di pensieri distruttivi. I consigli secondo cui bisognerebbe guardarsi allo specchio e dirsi cose carine li trovo davvero assurdi: davvero si pensa che basti questo?

Tra un’ora e mezza dovrò andare a lavoro, e quello al momento è una salvezza, perché lì riesco a distrarmi. Non puoi permetterti di autocommiserarti se devi lavorare, anche se solo per quattro ore.

 

 

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Una riflessione

Ultimamente penso spesso alla disparità dei sessi nel mondo. Tranquilli, non comincerò a scrivere di statistiche, di stipendi inferiori, ecc. Non sono un’esperta, c’è gente molto più brava di me a scrivere di un argomento come questo.

Ho visto per puro caso un documentario, “L’amore offeso”, che parla di tratta di donne, di come in Cambogia la donna venga spinta a prostituirsi. C’è anche un detto lì: “La donna è come uno straccio, l’uomo come l’oro”. Vivono in povertà, in una condizione sociale che non permette loro nemmeno di risollevarsi.

E, come la Cambogia, ci sono molti altri Paesi che vivono così, in prevalenza nel Sud-est asiatico e in Africa.

E così mi sono ritrovata a ripercorrere le nozioni di storia e di biologia che vengono insegnate nelle scuole.

Discendiamo da alcuni esemplari di scimmie antropomorfe, le più simili a noi. Esse, a volte, presentano un po’ di aggressività, ma per lo più per preservare il territorio, proteggere i cuccioli o riuscire ad attirare l’attenzione di una femmina. Non c’è aggressività, però, tra esemplari femminili e maschili. Quindi, quando è successo? Quando è nata questa disparità sociale?

Credo che, nella nostra evoluzione, nel corso della storia, a un certo punto, ci sia stato qualcosa, un errore, che ci ha portati a questo punto. Qualcosa che ha portato l’uomo a voler prevaricare e la donna a cercare di arrabattarsi, a volte ricorrendo a mezzi subdoli.

Ovviamente, parlo da profana. Le nozioni che ho in proposito sono, per l’appunto, puramente scolastiche e sto anche generalizzando molto, quindi potrei dire una marea di fesserie. Ma ciò che mi fa riflettere è che, comunque, non siamo nati così. Questa “guerra fra i sessi”, che malgrado ciò che ci raccontiamo continua ancora oggi (e basta guardare come si comportano i ragazzini e le ragazzine di 16/17 anni gli uni con le altre per capirlo), l’abbiamo creata noi, in un momento della nostra storia che però ora non siamo in grado di ricordare.

E quindi come si può tornare indietro e ritrovare quella naturalezza nei rapporti tra i sessi che avevamo agli albori della nostra esistenza? Credo che l’unica soluzione sia liberarsi dalla paura che questo genera in noi: l’essere rifiutati, rischiare di sentirci sminuiti perché “non abbastanza” per quella persona. E la paura ci spinge ad essere aggressivi e a comportarci quasi con strafottenza.

Forse sono semplicemente troppo idealista e mi faccio decisamente troppe seghe mentali, ma penso che sarebbe decisamente un mondo migliore se riuscissimo a liberarci di questi schemi mentali e ad essere più sereni con noi stessi e con gli altri.

Voltare pagina – parte 2

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Ci siamo fatti delle promesse.

Ci siamo promessi di venirci più incontro e apportare tutte le modifiche necessarie per far sì che il nostro rapporto migliori.

Ieri ripensavo ai quasi due anni passati insieme, a quanto siamo cambiati, a tutta la strada che abbiamo fatto. Siamo troppo legati per lasciarci, è questa la verità. Pur essendoci tanti problemi, non riusciamo a pensare di dividerci.

E questo ci sprona a fare dei cambiamenti. Dopotutto, l’amore è anche crescere insieme.

Ne parlavamo giusto ieri sera, mentre le due gattine cercavano di mordergli i piedi e si azzuffavano ai piedi del letto. Le abbiamo prese da nemmeno una settimana, e sono piccolissime, dei batuffoli di pelo vivaci e sempre con la voglia di giocare. Sono stupende e, lo confesso, mi fa molta tenerezza guardarlo mentre se ne prende cura. Lui è un tipo premuroso, e lo dimostra chiaramente in molte occasioni. Ieri sera ce ne stavamo sul letto a coccolarle e a coccolarci.

Ieri sera mi ha detto che comunque nota i cambiamenti che sto facendo, che vede che sto maturando. Non sono più quella di prima e mi sento più sicura di me, cosa che francamente sta avendo molti risvolti positivi. Era anche ora che crescessi, direi.

Il cambiamento più lampante è a livello fisico: mi vesto in maniera più ricercata e valorizzante, ed è una cosa che lui, chiaramente, apprezza molto. Però anche a livello emotivo sto facendo enormi passi avanti.

Un paio di sere fa mi sono messa a rileggere le prima conversazioni che ci eravamo scambiati. Risalivano all’agosto del 2013. Erano pieni di vezzeggiativi e cose zuccherose. Rileggendo i miei messaggi, mi sono accorta che ero più ragazzina. Al tempo, però, non era un problema: siamo cresciuti molto durante la nostra relazione, e lui è maturato molto più di me, ma all’epoca eravamo quasi allo stesso livello.

Ora stiamo cercando di sentirci di nuovo così, solo ad un livello superiore.

Nel frattempo, almeno la scuola serale è finita, quindi avremo più tempo da passare insieme finalmente. Questo è un miglioramento non da poco e potremo fare più vita di coppia. Quando stiamo insieme stiamo davvero bene, riusciamo a passare anche dodici ore di fila insieme senza un attimo di noia o di insofferenza. Vorrei solo che altri aspetti della mia vita non fossero così d’intralcio…

Però sono fiduciosa sul fatto che riusciremo a sistemare tutto. Non sarà facile, ma ce la faremo.

Intanto, però, oggi pomeriggio c’è stato un fatto nuovo: il padre della mia migliore amica dovrà sottoporsi a un intervento piuttosto serio al cuore, ma la situazione è talmente delicata che nemmeno il medico primario sa bene come fare. Se non lo opereranno, i reni smetteranno di funzionare, e di conseguenza le ripercussioni sarebbero molto serie. Ma operandolo  c’è un rischio molto alto che non superi l’intervento. E’ una situazione davvero pesante, e chiaramente lei è frustrata e arrabbiata. E anche molto stanca, perché è da tanto tempo che ne sta passando di ogni colore. Le ho detto che per ogni evenienza ci sono, ma ci vorrebbe davvero un miracolo… Speriamo in bene.

L’unica cosa certa nella vita è che non c’è nulla di certo…

La prima settimana è passata e mi sembra che sia cambiato tutto.

Il nostro rapporto, quello che ci univa, dove sono andati a finire? Come abbiamo fatto a perderli e a perderci?

Continuo a chiedermi come siamo riusciti ad arrivare a questo punto e non trovo risposta. Se ripenso ai primi mesi della nostra relazione, quando tutto sembrava perfetto, fa ancora più male. Eravamo molto più legati.

Forse dovevamo ancora scoprirci, e quindi non capivamo. Comincio ad avere il dubbio che non siamo fatti per nulla l’uno per l’altra.

E dire che ero convinta fosse l’uomo che volevo sposare.

Riusciva ad essere così tenero, a toccarmi il cuore con la sua dolcezza. Era un vero gentiluomo.

E adesso? Adesso mi parla come se valessi meno di zero, fa crollare a picco la mia autostima, mi tratta come se fossi una stupida. E io sono stufa di lasciarglielo fare. Lui che dovrebbe amarmi…

Bisogna reagire!

09

Stamattina, dopo una nottata passata a fare dei sogni stranissimi, senza capo né coda, mi sono svegliata con in testa il ritornello di Nothing without you, di Phil Danyew.

Sto cominciando a sembrare patetica, vero? Quindi basta, non voglio più piangermi addosso.

Per quanto la situazione sia difficile, non posso permettere che il mio mondo si fermi per questo. E poi non ho mai trovato molto affascinanti le damine dell’800 che si struggevano per i loro uomini. Tipo Anna Karenina. L’ho sempre odiata.

Non è quello il tipo di donna a cui aspiro ad essere. Voglio essere forte e saper prendere il meglio da tutto, e riuscire magari a trovare anche il lato comico delle cose. Per adesso, ancora non ci riesco, d’altronde sono passati soltanto tre giorni (anche se mi sembrano molti di più) e questa ultima batosta è decisamente troppo fresca. Però non è mai troppo tardi per cominciare ad essere la persona che vorremmo diventare. Che non ha nulla a che vedere con l’indossare una maschera, sia chiaro, ma con il migliorare quegli aspetti che non ci piacciono di noi e non ci permettono di avere la vita che vorremmo.

Ieri, approfittando del fatto che fossi a casa di riposo dal lavoro, sono uscita con la mia migliore amica, che non vedevo da mesi. Ci conosciamo da anni, per essere precisi da dieci anni. Ci sono matrimoni che durano anche meno.

E’ praticamente come una sorella, e infatti su molte cose siamo davvero simili, solo che abbiamo due caratteri un po’ diversi. Io, di solito, sono più calma e riflessiva, lei invece ha un carattere più deciso e impulsivo. Ci compensiamo da questo punto di vista.

L’altra sera l’avevo chiamata in lacrime, facendola preoccupare tantissimo, e probabilmente è stata l’unica volta in cui mi abbia sentita in quel modo, perché di solito non piango mai davanti agli altri.

Quindi ieri abbiamo parlato e mi ha chiesto di spiegarle un po’ come mai eravamo arrivati a quella decisione. Sinceramente non lo so nemmeno io… So solo che nell’ultimo mese era sempre nervoso, ma non so perché lo sia diventato, e lui neppure capisce da cosa sia nata questa esasperazione nei confronti del nostro rapporto, perché prima andava bene. In ogni caso ci stavamo facendo solo del male a continuare a stare insieme.

E questo apre mille altre domande. E se in futuro capitasse di nuovo di avere tanti problemi? Mi lascerebbe di nuovo da sola? E se fossimo sposati e con un figlio devo aspettarmi che un giorno voglia andarsene? Chi lo sa…

A questo punto non so davvero nulla e sono costretta ad aspettare per risolvere questi dubbi con lui, visto che è l’unico che possa rispondermi. Vedremo…

Lei era molto arrabbiata con lui, non capiva perché avesse scelto proprio questa strada invece di rimanere con me. Sinceramente sono un po’ confusa anche io, ora, quindi non saprei proprio rispondere. Da un lato lo capisco, dall’altro no.

In ogni caso, almeno mi sono distratta in sua compagnia. Anche se ho imparato che non devo più andare a fare shopping con lei, perché diventa estremamente indecisa e ci mette mezz’ora solo per scegliere il fard. A un certo punto non ce la facevo più, volevo che si decidesse e uscire dal negozio in cui eravamo entrate. E io sarei quella paziente tra le due! Ho capito cosa provano gli uomini quando accompagnano le ragazze a far compere. Per fortuna non mi è mai venuto in mente di farlo, detesto fare shopping già di mio, quindi sono sempre andata a farlo solo se necessario e sempre da sola, così facevo più in fretta.

Avevo bisogno di parlare un po’ con qualcuno, comunque. Ultimamente mi sentivo un po’ sola per questo: mi sembrava di non avere nessuno con cui sfogarmi nei momenti no.

Mi sono autoimposta di non ricorrere nè a Facebook, nè a Whatsapp per sapere a che ora ci è entrato o cose del genere. Non sono mai stata il tipo di ragazza che si mette a spiare il proprio ragazzo, e queste diavolerie tecnologiche rischiano di tentarti e di farti diventare una stalker. Ma non voglio certo beccarmi una denuncia, anche perché di sicuro in quel modo non lo riconquisterei, semmai il contrario… A nessuno piacciono le pazze maniache, è un dato di fatto.

E poi sarebbe davvero misera la mia vita se girasse soltanto intorno a lui. E’ per questo che voglio concentrarmi su altre cose. Per esempio, ieri non avevo alcuna voglia di andare alla scuola serale, ma poltrire sul divano a pensare a quanto triste fosse la mia situazione e lagnarmi di tutto non mi avrebbe di certo aiutato di più, quindi mi sono fatta una doccia (la seconda nell’arco della giornata, ieri il caldo afoso mi stava facendo sciogliere) e ci sono andata.

E’ stato un bene: mi sono distratta e anche divertita. C’è questa ragazza con cui da poco si è instaurata una bella amicizia. All’inizio mi sembrava una snob, quasi non mi parlava. Una sera, all’inizio, quando mi ero iscritta da poco, ricordo che una sera eravamo tutt’e due alla fermata dell’autobus ad aspettare, e lei parlava al cellulare in maniera concitata: stava litigando con il suo ragazzo. Io le avevo fatto un cenno con la mano, ma lei si è limitata a voltarsi e allontanarsi. Ci sono rimasta male e da allora ho pensato di non starle molto simpatica. Probabilmente, invece, era solo perché era occupata. Inoltre può sembrare frivola, all’inizio, ma ora sto imparando che non lo è affatto. Ha 19 anni e già vuole mantenersi da sola e non pesare sui suoi genitori riguardo alle sue spese, si dà da fare sul lavoro. Da questo punto di vista è molto matura rispetto alle sue coetanee. Ieri sera l’ho riaccompagnata fino a casa in macchina e mi sono confidata anche con lei, e ho scoperto che è molto sensibile. Anche lei sta passando un periodaccio con la sua metà.

Insomma, chiunque sento, sembra sempre che tra le coppie ci sia crisi ultimamente. Si dice mal comune, mezzo gaudio, ma a me mica rende tanto felice la cosa. Non che abbia mai avuto una visione idilliaca del mondo, dove tutte le coppie sono felici e quant’altro, ma così è deprimente…

Spero che questo periodo passi in fretta per tutti. E che finisca in maniera positiva…

I guai non arrivano mai soli…

Quest’ultimo mese è stato davvero tremendo. E la settimana in cui è morta mia nonna è stata davvero di fuoco: non so se capiti anche agli altri, ma a me non è mai successo che nel giro di una settimana ricevessi ogni giorno, e dico letteralmente, brutte notizie su più fronti diversi. Se fossi vissuta nell’epoca ellenica avrei pensato che gli dei dell’Olimpo si fossero un bel po’ arrabbiati con me e stessero cercando di punirmi in ogni modo possibile. Sul fronte emotivo, con un lutto da affrontare, eravamo tutti a pezzi, sul fronte economico non facevamo che ricevere spese da tutte le parti, su quello amoroso non stava (e tutt’ora non sta) andando meglio, e perfino quello scolastico mi ha dato problemi, e per motivi al di fuori del mio controllo (si parlava di cancellare l’ultimo anno per mancanza di studenti…). Da qualsiasi parte mi girassi, non riuscivo a vedere davvero nessun punto di sostegno e poco ci è mancato che cadessi in depressione. per notti non sono riuscita a dormire bene e mangiavo pochissimo. Solo adesso mi sto riprendendo un po’, anche perché nel frattempo ho cominciato uno stage e, dovendo lavorare, avevo necessariamente bisogno di riprendermi e rimettermi in forze. Menomale, altrimenti mi sarei lasciata andare, invece così ho dovuto reagire.

Con il mio amore, ultimamente, siamo in crisi nera. Tutti questi problemi, aggiunti a quelli che ha anche lui, ci hanno allontanati e stiamo facendo fatica a vederci spesso per via dei reciproci impegni. Tante volte mi sembra di essere single, e anche lui si sente spesso così. Ciò che ci salva è che comunque ci teniamo l’uno all’altra, e questo ci spinge a non mollare e a provarle tutte. Perlomeno non siamo una di quelle coppie in cui si urla uno sopra all’altro e si passa le giornate o a litigare o a tenersi il muso. Al contrario, parliamo tanto e , lo ammetto, siamo un po’ scoraggiati da tutti questi problemi, ma troviamo sempre dei punti in comune e stiamo cercando di attuare dei piccoli cambiamenti per cercare di non perderci, visto che com’era la situazione prima non funzionava. L’unico grande problema, per me, è che lo sento emotivamente distaccato, e anche lui se ne rende conto. E i sentimenti non puoi controllarmi, o ci sono oppure no, senza vie di mezzo. E non ho garanzie che i sentimenti che provava per me ritorneranno, e parlo al passato per delle ragioni. Per ora cerchiamo di tenere duro, ma la mia più grande paura e che lui si renda conto che ha bisogno di altro e che alla fine prenderà una strada diversa. E quella sarebbe davvero la ciliegina sulla torta per questo “bel” periodo.

Domenica ho deciso di rendere la serata un po’ speciale per noi, preparando una cenetta romantica. Non ricordo nemmeno quando è stata l’ultima volta che ce ne siamo concessi una, e credo che questo sia un grosso campanello d’allarme. Dobbiamo ritrovare la magia dei primi tempi, se non vogliamo perderci…
Ultimamente sogno sempre di più di andare a vivere in un appartamento mio, e non nella casa genitoriale, così io e lui avremmo totale libertà di gestione dei nostri tempi, potremmo dormire insieme tutte le notti, mentre ora non possiamo perché i miei sono altamente contrari a che io trascorra la notte da lui. Da una parte è comprensibile, ma dall’altra questa cosa ci sta separando e non voglio perderlo. Giusto l’altra sera ne parlavamo e mi ha detto: Continueremmo ad avere i nostri impegni, ma sarebbe diverso se la sera venissi qui e dormissimo almeno insieme, saremmo una coppia e la sentirei come tale. Invece come stanno le cose ora mi sento un single che ogni tanto trascorre la serata in compagnia… Come dargli torto? In una settimana riusciamo a vederci soltanto il sabato e la domenica! E dopo due anni di relazione non è sufficiente… Spero davvero che dopo questo stage riuscirò a trovare un lavoro, così potrei finalmente sistemare un po’ di cose della mia vita e ne gioveremmo anche noi come coppia.
Come si suol dire, i guai non arrivano mai da soli… Speriamo solo che abbiano smesso di arrivare

Giorno 1

SophieLens_2015_03_18_17_00 Neanche a farlo apposta, giusto oggi ho fatto qualcosa che non avevo mai fatto, e non è stata una cosa programmata. O meglio, era programmata ma non nella mia lista.

Oggi ho accompagnato per la prima volta il mio ragazzo al lavoro. Lui lavora a più o meno un’ora e mezza di macchina da dove vive, quindi un bel po’ lontano. Stamattina ci siamo alzati entrambi presto, mi è venuto a prendere e poi da lì abbiamo proseguito insieme. Inutile dire che avevamo entrambi le facce stravolte per l’ora, ma era una cosa necessaria. E poi era quasi bello, in realtà, essere in giro così presto. Il sole era sorto da poco (finalmente una bella giornata dopo tanta pioggia), e tra i campi si levava la nebbia mattutina. Nel frattempo chiacchieravamo o ascoltavamo la radio. Purtroppo mi ha dato anche qualche brutta notizia: ieri è venuto a mancare il suo dottore, che tra l’altro era suo vicino di casa e l’ha visto crescere. Io non l’ho mai conosciuto, ma lui mi ha sempre detto che avevano un rapporto stretto, andava spesso a trovarlo e in passato aveva aiutato il mio amore quando stava passando dei momenti difficili. E poi anche un’altra persona che conosce è morta, una signora anziana. In questi giorni è capitata una cosa brutta anche tra le mura di casa mia, tutte queste pessime notizie nel giro di un paio di giorni mi hanno buttata davvero giù. Per fortuna, poi, abbiamo cambiato discorso, altrimenti ci saremmo demoralizzati entrambi.

Pur essendo il tragitto lungo, abbiamo fatto in fretta, anche perché lui guida sempre velocemente. Avendo un po’ di tempo, siamo andati in un bel bar elegante a fare colazione. E anche questa è stata una prima volta: non che non abbiamo mai fatto una colazione insieme, o che non siamo mai andati in un bar, però quelle volte o eravamo a casa sua, dopo aver dormito insieme, o eravamo in compagnia di altre persone, mai solo io e lui.

Ci siamo presi una spremuta e una brioches e ci siamo concessi un po’ di calma, per quanto possibile. Poi siamo andati a fare una commissione importante, e così ho avuto l’occasione di vedere un po’ la città. Mi ci aveva già portata lì, ma non avevo mai avuto occasione di girare un po’ per le vie. E’ il tipico posto per famiglie, molto tranquillo e in periferia, e infatti non c’era neppure una persona della mia età: erano o tutti molto più piccoli (bambini) o molto più grandi (genitori/nonni). Chiunque abbia l’età per andare all’università si trasferisce in un posto che abbia qualche svago in più da offrire. Conosco bene la situazione perché anche io sono cresciuta in un posto del genere, e durante l’adolescenza era una vera e propria salvezza andare in un liceo che si trovava in centro città, dove ci sono negozi, pub, ristoranti e quant’altro, posti con un po’ più di vita insomma. Se mi fossi dovuta accontentare di ciò che aveva da offrire la mia piccola cittadina in periferia credo che sarei morta di noia insieme ai miei amici…

E’ stato bello passeggiare insieme a lui di prima mattina, in mezzo alle vie di sanpietrini, con un silenzio quasi irreale intorno.

Mi ha accompagnata alla stazione prima di andare al lavoro, mentre già sul cellulare gli arrivavano mille chiamate perché nessuno sapeva cavarsela al computer senza di lui. Come ho detto, ci sono solo persone molto adulte, e la maggior parte di queste non sa nemmeno cosa sia una scheda madre. Non è colpa loro, però resta il fatto che gli rendono la vita difficile…

Ho preso il biglietto del treno e poi ci siamo salutati. Mi è dispiaciuto doverlo lasciare andare, avrei voluto stare ancora un po’ con lui, ma in settimana è impossibile, e già oggi è stata un’eccezione non da poco il fatto di aver potuto passare parte della mattina insieme. Ancora non conviviamo, anche se non vediamo l’ora di poterlo fare. Stiamo aspettando solo che io trovi un lavoro e sia autonoma. Per questo motivo, però, passare una mattina così acquista ancora più importanza.

Tra poco più di una settimana inizierò uno stage, e già questo potrebbe aiutarmi molto. Vedremo…

SophieLens_2015_03_18_16_59  Sulla via del ritorno mi sono goduta il viaggio. L’ultima volta che ho preso un treno è stato più di un anno fa. L’ho sempre trovato rilassante, quindi mi sono messa comoda a guardare sfilare fuori dal finestrino il paesaggio. Ogni tanto ripensavo al brutto periodo che sto passando, in altri momenti invece cercavo di focalizzarmi su questo mio progetto. Voglio essere una persona completamente nuova e mettere un punto a com’ero prima. Voglio rinnovarmi e fare tante cose che mi facciano stare bene. Sarò presuntuosa, ma me lo merito.