Progetti

E’ da mesi che non scrivo più nulla, ma c’è di buono che non l’ho fatto per il semplice motivo che ho avuto molto da fare, tanti progetti da attuare, e tanti momenti da passare insieme con le persone che amo.

E’ un periodo proficuo, sto imparando tantissimo su di me, ma anche sul mondo circostante. Ultimamente mi sono concentrata molto sulle emozioni, cercando di affinare la mia intelligenza emotiva. Ho una teoria: credo che nella società odierna ci sia un distacco enorme dalle proprie emozioni, ed è per quello che facciamo così fatica ad instaurare rapporti sani, con se stessi e con gli altri.

Se ci si pensa, quante persone si conosce che non sono in grado di capire cosa realmente cercano in amore? Quanti matrimoni finiscono in divorzi perché non si è abbastanza in contatto con ciò che si è e con il proprio partner? Quante volte abbiamo paura di ambienti nuovi perché non sapremo con chi ci troveremo e se le persone con cui staremo saranno gentili con noi?

La cattiveria che spesso si forma a scuola ci segna, inesorabilmente. I rapporti sociali in cui ci ritroviamo fin dai primissimi anni di vita ci daranno un’impronta di quello che potremo e dovremo aspettarci, e se qualcuno ha la sfortuna d’incappare in compagni di classe che si divertono a prendere in giro, anche pesantemente, molto probabilmente quella persona svilupperà una diffidenza che andrà ad incidere su tutti i rapporti futuri, bloccandolo anziché incentivarlo. Credo che a tutti capiti, almeno una volta, di avere a che fare con persone che si divertono a svilire. E penso sia proprio per quello che i rapporti sociali di oggi siano così… “poveri”, poco costruttivi e molto distruttivi. Basta guardare le tante pagine di Facebook dove vengono postati screenshots con le conversazioni dei ragazzini: si va dai ragazzi che fanno avance anche tanto spinte e si comportano in maniera maleducata, a ragazze che rispondono in malo modo anche quando non ce n’è motivo… Siamo costantemente o aggressivi o sulla difensiva, e quasi mai ci sentiamo distesi, tranquilli, a nostro agio. Ci sentiamo così solo dopo, quando siamo abbastanza maturi da sentirci sicuri di noi.

E’ per questo che ho elaborato questa teoria, e secondo me l’unica soluzione è cercare di entrare in contatto più profondo con i propri sentimenti, andando così a “curare” le ferite emotive collezionate nel corso degli anni, e sentendosi poi più liberi di esprimere se stessi e in grado di costruire relazioni migliori e più sane, che ci diano tanto.

Andando oltre, ho anche dato vita a un nuovo progetto: sto studiando i linguaggi internet perché voglio diventare una web designer, in modo da poter sfruttare le capacità artistiche dei miei studi, unita alla passione per internet. Mi sto mettendo tutti i giorni a studiare diligentemente, a provare e riprovare a scrivere codici e costruire pagine internet. Non è così facile come sembra: basta un piccolo errore di scrittura perché non funzionino, ma è qualcosa che mi sta appassionando, e ci sto mettendo le mie energie con gioia e tanta, tanta voglia.

Un mattoncino alla volta, riuscirò a raggiungere il traguardo.

Intanto, la terza settimana della scuola serale è ormai passata. Sono al quinto anno, perciò ci aspetta la maturità. Non so se avevo già scritto qualcosa in proposito, ma quando avevo diciassette anni ho fatto il grosso errore di lasciare gli studi, e ora sto cercando di recuperare e dare una sistemata a tutto ciò che ho lasciato in sospeso negli anni. Lo scrivo più che altro con la speranza che, se c’è qualcuno con la stessa idea di smettere di studiare, la cambi e rinsavisca. E’ qualcosa di cui mi sono pentita tanto. E’ vero che, con i tempi che corrono, lo studio ha molta meno importanza rispetto ad una volta, ma il fatto di avere un diploma comunque ha ancora un valore. E in ogni caso, il portare a termine un percorso incide anche sul valore che diamo a noi stessi, sulla nostra autostima, e questo sì che è importante. Dopotutto, siamo l’unica persona al mondo che starà sempre con noi, e se pensiamo di essere degli incapaci, se noi stessi ci svalutiamo, allora davvero non riusciremo a combinare un granché. Dobbiamo sempre metterci alla prova, uscire dalla zona di comfort, perché solo così ci sentiremo di poter contare su noi stessi e sulle nostre capacità.

Mi rendo conto di star parlando come un guru statunitense, di quelli che mettono su spettacoli grandiosi per attirare più pubblico, ma è ciò che penso davvero, lo sto provando sulla mia pelle.

Perciò lascio i miei pochi lettori con un messaggio positivo: voi siete unici, non c’è nessun altro come voi. Siete speciali, ed è così che dovreste sempre sentirvi.

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photo: Candice Swanepoel

 

 

Qualcosa è cambiato

Qualcosa è cambiato, sì, e in meglio. In questi giorni sono stata un po’ presa dagli esami del corso che ho frequentato, oggi era l’ultimo giorno e c’era la prova finale: il colloquio con la commissione.

E’ stato breve ed è andato molto bene, mi hanno fatto pochissime domande e sembravano soddisfatti, mi hanno fatto anche i complimenti. Giovedì ci saranno i risultati e si vedrà l’esito, ma io devo dire di essere piuttosto ottimista.

Intanto, io mi sto godendo le giornate e la mia nuova positività, coltivando il mio piccolo progetto di fare cose nuove. Ci sto riuscendo: ogni giorno mi pongo una nuova sfida. Sono cose piccole, a volte: un piatto mai cucinato, un luogo mai visitato… Ma già questo basta a cambiare la mentalità che si mette verso le novità. E’ importante rendere ogni giorno un po’ speciale, e poi questo piccolo “obbligo” che mi sono imposta mi sta facendo scoprire tante cose e mi sta aiutando ad essere costante nel raggiungere un obiettivo. Questa era una delle maggiori lacune che volevo riempire: sono sempre stata piuttosto arrendevole, tante volte nel corso della mia vita quando le cose si facevano difficili io scappavo, invece di insistere. E’ vero che a volte bisogna seguire il proprio istinto, il problema è che a volte l’istinto è permeato dalla paura, e quindi non ti permette di fare la scelta davvero migliore per te. A volte, la scelta migliore è proprio quella più difficile, quella che ti richiede più impegno, che ti richiede di restare e resistere. “Sono le cose più difficili quelle per cui vale la pena lottare”, mi ha detto il mio amore, più di una volta. Quando mi vedeva scoraggiata, quando gli confidavo le mie paure riguardo a noi, perché vedevo che tante volte sembrava quasi che non dovessimo stare insieme… Lì, in quei momenti, mi prendeva la mano e mi ripeteva questa frase, quasi a chiedermi di non arrendermi, di continuare a combattere per noi. Perché lui tiene a me e io tengo a lui, ed è questo che deve contare. Anche se costa fatica, anche se si litiga.

Ormai l’ho capito, ho cambiato completamente il mio approccio verso le difficoltà, e adesso non mi faccio più scoraggiare. Lo devo a me stessa, per tutte le volte che ho lasciato che le mie paure prendessero il sopravvento e mi facessero perdere occasioni importanti. A volte, bisogna essere i nostri critici peggiori. A volte, bisogna imporre a noi stessi una disciplina. Quando sai che una fatica immediata sarà ricompensata da giorni migliori lo fai. Quando sai che se ti imponi di non arrenderti e di andare avanti riuscirai a raggiungere la meta.

Ecco, io è questo che voglio. Voglio essere una combattente.

Nella vita bisogna sempre evolversi

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Ho capito una cosa di me: io sono come l’acqua. L’acqua è considerata un elemento che si adatta facilmente, che cambia forma a seconda dell’involucro. Ma… c’è un grosso ma: cambia la forma, ma non la sostanza. Se provi a metterla in una bella bottiglia, ma è piena di batteri, avrai cambiato un po’ il suo aspetto ma dovresti comunque evitare di berla. Se si cerca di smuoverla, di buttare un sasso dentro uno stagno, quel sasso produrrà solo un leggero “plumf” e qualche increspatura, ma poi tutto tornerà esattamente come prima. Per smuovere davvero un elemento del genere bisogna che ci sia uno scontro forte, che non cambi solo la superficie. Uno tsunami.

E’ quello che è successo domenica. Pensavo di stare cambiando molto, ma mi sono resa conto che l’unica cosa che stava davvero subendo qualche mutamento era l’esterno. E il mio amore non ha avuto remore a farmelo notare. C’è stata quindi un’altra grossa litigata e all’inizio mi sembrava quasi che parlassimo due lingue diverse, perché non ci capivamo. Eravamo tutti e due arroccati sulle nostre convinzioni, specialmente io, lo confesso. Ero convinta, davvero convinta, di stare facendo dei grossi passi avanti, ma quando lui mi ha spiegato come alcuni miei atteggiamenti lo facessero sentire, il fatto che prestassi poca attenzione ad alcune cose che per lui invece erano importanti, e che troppo spesso non mi comportassi in maniera matura, mi ha fatto capire che devo impegnarmi di più. Ho visto ridimensionarsi il cammino che avevo fatto. Mi sento come se avessi cominciato a salire una lunghissima scalinata ed ero convinta di averne già percorso un bel pezzo, invece ora è come se avessi riguardato in basso e mi fossi accorta che di strada ne ho fatta davvero poca.

Questo nuovo punto di vista mi ha gettata nello sconforto, e lui mi ha abbracciata e mi ha detto che in realtà è un’ottima cosa prenderne coscienza. Ci è già passato, per quello riesce a capire bene come mi sento in certi momenti. Ma comunque è sconfortante sapere di non essere ancora riuscita a raggiungere neppure la metà di questo cammino, e la cosa peggiore è stata l’essere diventata consapevole del fatto che mi ci vorrà ancora molto tempo per diventare la persona che vorrei essere e la compagna che vorrei avesse. Di questo mi ha detto di non preoccuparmi, di pensare solo a continuare ad andare avanti e che non ci sono limiti di tempo. Anche perché, comunque, più sforzi faccio più la strada si accorcia, quindi sta solo a me.

So che sembra molto “new age”, ma ultimamente sto consultando molti siti sulla crescita personale, sul migliorare se stessi. Sto cercando di mettere in pratica i consigli che ritengo più utili per me, per migliorare quegli aspetti che non mi soddisfano. So di avere molti lati positivi, come tutti, e sto imparando a valorizzarli, questa è una cosa importante per la propria autostima, ma è anche vero che ci sono molti lati negativi nell’altra faccia della medaglia. Non so se riuscirò a farli sparire del tutto, ma vorrei almeno riuscire a smussarli, in modo che non diano problemi a me e alla mia vita privata.

A proposito di questo, sono anche tornata a cercare nuovi stimoli, a voler provare cose nuove. Quindi riprenderò in mano il progetto con cui avevo aperto questo blog, impegnandomi a fare qualcosa di nuovo ogni giorno e cercando di sfruttare ogni giornata per crescere un po’ e mettermi alla prova. Incrociamo le dita.

Giorno 1

SophieLens_2015_03_18_17_00 Neanche a farlo apposta, giusto oggi ho fatto qualcosa che non avevo mai fatto, e non è stata una cosa programmata. O meglio, era programmata ma non nella mia lista.

Oggi ho accompagnato per la prima volta il mio ragazzo al lavoro. Lui lavora a più o meno un’ora e mezza di macchina da dove vive, quindi un bel po’ lontano. Stamattina ci siamo alzati entrambi presto, mi è venuto a prendere e poi da lì abbiamo proseguito insieme. Inutile dire che avevamo entrambi le facce stravolte per l’ora, ma era una cosa necessaria. E poi era quasi bello, in realtà, essere in giro così presto. Il sole era sorto da poco (finalmente una bella giornata dopo tanta pioggia), e tra i campi si levava la nebbia mattutina. Nel frattempo chiacchieravamo o ascoltavamo la radio. Purtroppo mi ha dato anche qualche brutta notizia: ieri è venuto a mancare il suo dottore, che tra l’altro era suo vicino di casa e l’ha visto crescere. Io non l’ho mai conosciuto, ma lui mi ha sempre detto che avevano un rapporto stretto, andava spesso a trovarlo e in passato aveva aiutato il mio amore quando stava passando dei momenti difficili. E poi anche un’altra persona che conosce è morta, una signora anziana. In questi giorni è capitata una cosa brutta anche tra le mura di casa mia, tutte queste pessime notizie nel giro di un paio di giorni mi hanno buttata davvero giù. Per fortuna, poi, abbiamo cambiato discorso, altrimenti ci saremmo demoralizzati entrambi.

Pur essendo il tragitto lungo, abbiamo fatto in fretta, anche perché lui guida sempre velocemente. Avendo un po’ di tempo, siamo andati in un bel bar elegante a fare colazione. E anche questa è stata una prima volta: non che non abbiamo mai fatto una colazione insieme, o che non siamo mai andati in un bar, però quelle volte o eravamo a casa sua, dopo aver dormito insieme, o eravamo in compagnia di altre persone, mai solo io e lui.

Ci siamo presi una spremuta e una brioches e ci siamo concessi un po’ di calma, per quanto possibile. Poi siamo andati a fare una commissione importante, e così ho avuto l’occasione di vedere un po’ la città. Mi ci aveva già portata lì, ma non avevo mai avuto occasione di girare un po’ per le vie. E’ il tipico posto per famiglie, molto tranquillo e in periferia, e infatti non c’era neppure una persona della mia età: erano o tutti molto più piccoli (bambini) o molto più grandi (genitori/nonni). Chiunque abbia l’età per andare all’università si trasferisce in un posto che abbia qualche svago in più da offrire. Conosco bene la situazione perché anche io sono cresciuta in un posto del genere, e durante l’adolescenza era una vera e propria salvezza andare in un liceo che si trovava in centro città, dove ci sono negozi, pub, ristoranti e quant’altro, posti con un po’ più di vita insomma. Se mi fossi dovuta accontentare di ciò che aveva da offrire la mia piccola cittadina in periferia credo che sarei morta di noia insieme ai miei amici…

E’ stato bello passeggiare insieme a lui di prima mattina, in mezzo alle vie di sanpietrini, con un silenzio quasi irreale intorno.

Mi ha accompagnata alla stazione prima di andare al lavoro, mentre già sul cellulare gli arrivavano mille chiamate perché nessuno sapeva cavarsela al computer senza di lui. Come ho detto, ci sono solo persone molto adulte, e la maggior parte di queste non sa nemmeno cosa sia una scheda madre. Non è colpa loro, però resta il fatto che gli rendono la vita difficile…

Ho preso il biglietto del treno e poi ci siamo salutati. Mi è dispiaciuto doverlo lasciare andare, avrei voluto stare ancora un po’ con lui, ma in settimana è impossibile, e già oggi è stata un’eccezione non da poco il fatto di aver potuto passare parte della mattina insieme. Ancora non conviviamo, anche se non vediamo l’ora di poterlo fare. Stiamo aspettando solo che io trovi un lavoro e sia autonoma. Per questo motivo, però, passare una mattina così acquista ancora più importanza.

Tra poco più di una settimana inizierò uno stage, e già questo potrebbe aiutarmi molto. Vedremo…

SophieLens_2015_03_18_16_59  Sulla via del ritorno mi sono goduta il viaggio. L’ultima volta che ho preso un treno è stato più di un anno fa. L’ho sempre trovato rilassante, quindi mi sono messa comoda a guardare sfilare fuori dal finestrino il paesaggio. Ogni tanto ripensavo al brutto periodo che sto passando, in altri momenti invece cercavo di focalizzarmi su questo mio progetto. Voglio essere una persona completamente nuova e mettere un punto a com’ero prima. Voglio rinnovarmi e fare tante cose che mi facciano stare bene. Sarò presuntuosa, ma me lo merito.