Nel limbo…

Quante volte, nel corso di una vita, si sente la celebre frase: “Due cuori e una capanna”?
Ci si illude che per l’amore basti poco, e che basti a se stesso, e quando ci si scontra con la realtà gli ammaccamenti sono sempre tanti e molto dolorosi.
A volte basta una sera per far degenerare tutto.
In effetti, è proprio questo che è successo. E’ bastata un’ultima discussione per ritrovarci ieri sera a discutere del fatto che forse sarebbe stato meglio prenderci una pausa.
Le pause di riflessione… Ne ho sempre sentito parlar male. E’ un limbo: non stai con quella persona, ma allo stesso tempo sì. Quando ci penso, non posso fare altro che collegarle ai tanti telefilm americani visti negli anni dell’adolescenza, dove di solito uno dei due ne approfittava non tanto per riflettere sulla storia in corso, quanto per andare a letto con qualcun altro.
Non è stata una decisione subìta, io sono d’accordo, ci pensavo sempre più spesso in questi giorni. Questo, però, non vuol dire che non mi costi una sofferenza enorme abituarmi a non vederlo né sentirlo per un po’.
Come fai a rinunciare a una persona che è diventata così tanto importante per te e nella tua vita?
E’ il primo uomo con cui ho voluto prendere in seria considerazione il matrimonio, è stato il primo vero amore della mia vita. L’unico che sia riuscito a entrarmi dentro e a diventare una parte di me. So che sembra malato e quasi patologico, ma è così che lo sento: una parte di me.
Pur avendo questa sgradevole associazione per quanto riguarda le pause di riflessione, so che lui non ne approfitterebbe mai per rifarsi una vita con un’altra, non finché non avremo chiarito se rimetterci insieme o lasciarci definitivamente. A questa ultima opzione non riesco neppure a pensarci, tanto mi fa male.
Ieri sera mi ha detto che nemmeno lui la prende in opzione, e che vuole prendersi questa pausa proprio per cercare di sistemare quello che non va e ricominciare con il piede giusto.
Sinceramente adesso non riesco ad essere abbastanza lucida per essere positiva su questa cosa. So che la sfrutterò per cercare di migliorare le cose e aggiustare un po’ i problemi che mi sono capitati ultimamente. E fare un immenso lavoro su me stessa, perché so che ci sono alcune cose che devo cambiare.
Cerco di avere fiducia, di vedere questa situazione come una fenice, che si deve ridurre in cenere e morire per rinascere più forte di prima. Ma per il momento non riesco a sentire che il bisogno di piangere.
Non avrei mai pensato di ritrovarmi a questo punto con lui, e gliel’ho anche detto.
Ieri sera, alla fine, sono scoppiata a piangere, e lui mi ha abbracciata e tenuta stretta. Non è stata una decisione facile, e per un momento mi è sembrato quasi un addio più che un arrivederci. Staccarmi da lui e trovare il coraggio di andarmene è stata un’agonia, ma prolungare quel momento con la consapevolezza che poi avrei dovuto comunque farlo era perfino più doloroso.
Spero che questo sia solo il risultato di un momento di stanchezza, che sia solo un periodo e che ci aiuti. E non che diventi qualcosa di permanente…

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