L’unica cosa certa nella vita è che non c’è nulla di certo…

La prima settimana è passata e mi sembra che sia cambiato tutto.

Il nostro rapporto, quello che ci univa, dove sono andati a finire? Come abbiamo fatto a perderli e a perderci?

Continuo a chiedermi come siamo riusciti ad arrivare a questo punto e non trovo risposta. Se ripenso ai primi mesi della nostra relazione, quando tutto sembrava perfetto, fa ancora più male. Eravamo molto più legati.

Forse dovevamo ancora scoprirci, e quindi non capivamo. Comincio ad avere il dubbio che non siamo fatti per nulla l’uno per l’altra.

E dire che ero convinta fosse l’uomo che volevo sposare.

Riusciva ad essere così tenero, a toccarmi il cuore con la sua dolcezza. Era un vero gentiluomo.

E adesso? Adesso mi parla come se valessi meno di zero, fa crollare a picco la mia autostima, mi tratta come se fossi una stupida. E io sono stufa di lasciarglielo fare. Lui che dovrebbe amarmi…

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Bisogna reagire!

09

Stamattina, dopo una nottata passata a fare dei sogni stranissimi, senza capo né coda, mi sono svegliata con in testa il ritornello di Nothing without you, di Phil Danyew.

Sto cominciando a sembrare patetica, vero? Quindi basta, non voglio più piangermi addosso.

Per quanto la situazione sia difficile, non posso permettere che il mio mondo si fermi per questo. E poi non ho mai trovato molto affascinanti le damine dell’800 che si struggevano per i loro uomini. Tipo Anna Karenina. L’ho sempre odiata.

Non è quello il tipo di donna a cui aspiro ad essere. Voglio essere forte e saper prendere il meglio da tutto, e riuscire magari a trovare anche il lato comico delle cose. Per adesso, ancora non ci riesco, d’altronde sono passati soltanto tre giorni (anche se mi sembrano molti di più) e questa ultima batosta è decisamente troppo fresca. Però non è mai troppo tardi per cominciare ad essere la persona che vorremmo diventare. Che non ha nulla a che vedere con l’indossare una maschera, sia chiaro, ma con il migliorare quegli aspetti che non ci piacciono di noi e non ci permettono di avere la vita che vorremmo.

Ieri, approfittando del fatto che fossi a casa di riposo dal lavoro, sono uscita con la mia migliore amica, che non vedevo da mesi. Ci conosciamo da anni, per essere precisi da dieci anni. Ci sono matrimoni che durano anche meno.

E’ praticamente come una sorella, e infatti su molte cose siamo davvero simili, solo che abbiamo due caratteri un po’ diversi. Io, di solito, sono più calma e riflessiva, lei invece ha un carattere più deciso e impulsivo. Ci compensiamo da questo punto di vista.

L’altra sera l’avevo chiamata in lacrime, facendola preoccupare tantissimo, e probabilmente è stata l’unica volta in cui mi abbia sentita in quel modo, perché di solito non piango mai davanti agli altri.

Quindi ieri abbiamo parlato e mi ha chiesto di spiegarle un po’ come mai eravamo arrivati a quella decisione. Sinceramente non lo so nemmeno io… So solo che nell’ultimo mese era sempre nervoso, ma non so perché lo sia diventato, e lui neppure capisce da cosa sia nata questa esasperazione nei confronti del nostro rapporto, perché prima andava bene. In ogni caso ci stavamo facendo solo del male a continuare a stare insieme.

E questo apre mille altre domande. E se in futuro capitasse di nuovo di avere tanti problemi? Mi lascerebbe di nuovo da sola? E se fossimo sposati e con un figlio devo aspettarmi che un giorno voglia andarsene? Chi lo sa…

A questo punto non so davvero nulla e sono costretta ad aspettare per risolvere questi dubbi con lui, visto che è l’unico che possa rispondermi. Vedremo…

Lei era molto arrabbiata con lui, non capiva perché avesse scelto proprio questa strada invece di rimanere con me. Sinceramente sono un po’ confusa anche io, ora, quindi non saprei proprio rispondere. Da un lato lo capisco, dall’altro no.

In ogni caso, almeno mi sono distratta in sua compagnia. Anche se ho imparato che non devo più andare a fare shopping con lei, perché diventa estremamente indecisa e ci mette mezz’ora solo per scegliere il fard. A un certo punto non ce la facevo più, volevo che si decidesse e uscire dal negozio in cui eravamo entrate. E io sarei quella paziente tra le due! Ho capito cosa provano gli uomini quando accompagnano le ragazze a far compere. Per fortuna non mi è mai venuto in mente di farlo, detesto fare shopping già di mio, quindi sono sempre andata a farlo solo se necessario e sempre da sola, così facevo più in fretta.

Avevo bisogno di parlare un po’ con qualcuno, comunque. Ultimamente mi sentivo un po’ sola per questo: mi sembrava di non avere nessuno con cui sfogarmi nei momenti no.

Mi sono autoimposta di non ricorrere nè a Facebook, nè a Whatsapp per sapere a che ora ci è entrato o cose del genere. Non sono mai stata il tipo di ragazza che si mette a spiare il proprio ragazzo, e queste diavolerie tecnologiche rischiano di tentarti e di farti diventare una stalker. Ma non voglio certo beccarmi una denuncia, anche perché di sicuro in quel modo non lo riconquisterei, semmai il contrario… A nessuno piacciono le pazze maniache, è un dato di fatto.

E poi sarebbe davvero misera la mia vita se girasse soltanto intorno a lui. E’ per questo che voglio concentrarmi su altre cose. Per esempio, ieri non avevo alcuna voglia di andare alla scuola serale, ma poltrire sul divano a pensare a quanto triste fosse la mia situazione e lagnarmi di tutto non mi avrebbe di certo aiutato di più, quindi mi sono fatta una doccia (la seconda nell’arco della giornata, ieri il caldo afoso mi stava facendo sciogliere) e ci sono andata.

E’ stato un bene: mi sono distratta e anche divertita. C’è questa ragazza con cui da poco si è instaurata una bella amicizia. All’inizio mi sembrava una snob, quasi non mi parlava. Una sera, all’inizio, quando mi ero iscritta da poco, ricordo che una sera eravamo tutt’e due alla fermata dell’autobus ad aspettare, e lei parlava al cellulare in maniera concitata: stava litigando con il suo ragazzo. Io le avevo fatto un cenno con la mano, ma lei si è limitata a voltarsi e allontanarsi. Ci sono rimasta male e da allora ho pensato di non starle molto simpatica. Probabilmente, invece, era solo perché era occupata. Inoltre può sembrare frivola, all’inizio, ma ora sto imparando che non lo è affatto. Ha 19 anni e già vuole mantenersi da sola e non pesare sui suoi genitori riguardo alle sue spese, si dà da fare sul lavoro. Da questo punto di vista è molto matura rispetto alle sue coetanee. Ieri sera l’ho riaccompagnata fino a casa in macchina e mi sono confidata anche con lei, e ho scoperto che è molto sensibile. Anche lei sta passando un periodaccio con la sua metà.

Insomma, chiunque sento, sembra sempre che tra le coppie ci sia crisi ultimamente. Si dice mal comune, mezzo gaudio, ma a me mica rende tanto felice la cosa. Non che abbia mai avuto una visione idilliaca del mondo, dove tutte le coppie sono felici e quant’altro, ma così è deprimente…

Spero che questo periodo passi in fretta per tutti. E che finisca in maniera positiva…

Nel limbo…

Quante volte, nel corso di una vita, si sente la celebre frase: “Due cuori e una capanna”?
Ci si illude che per l’amore basti poco, e che basti a se stesso, e quando ci si scontra con la realtà gli ammaccamenti sono sempre tanti e molto dolorosi.
A volte basta una sera per far degenerare tutto.
In effetti, è proprio questo che è successo. E’ bastata un’ultima discussione per ritrovarci ieri sera a discutere del fatto che forse sarebbe stato meglio prenderci una pausa.
Le pause di riflessione… Ne ho sempre sentito parlar male. E’ un limbo: non stai con quella persona, ma allo stesso tempo sì. Quando ci penso, non posso fare altro che collegarle ai tanti telefilm americani visti negli anni dell’adolescenza, dove di solito uno dei due ne approfittava non tanto per riflettere sulla storia in corso, quanto per andare a letto con qualcun altro.
Non è stata una decisione subìta, io sono d’accordo, ci pensavo sempre più spesso in questi giorni. Questo, però, non vuol dire che non mi costi una sofferenza enorme abituarmi a non vederlo né sentirlo per un po’.
Come fai a rinunciare a una persona che è diventata così tanto importante per te e nella tua vita?
E’ il primo uomo con cui ho voluto prendere in seria considerazione il matrimonio, è stato il primo vero amore della mia vita. L’unico che sia riuscito a entrarmi dentro e a diventare una parte di me. So che sembra malato e quasi patologico, ma è così che lo sento: una parte di me.
Pur avendo questa sgradevole associazione per quanto riguarda le pause di riflessione, so che lui non ne approfitterebbe mai per rifarsi una vita con un’altra, non finché non avremo chiarito se rimetterci insieme o lasciarci definitivamente. A questa ultima opzione non riesco neppure a pensarci, tanto mi fa male.
Ieri sera mi ha detto che nemmeno lui la prende in opzione, e che vuole prendersi questa pausa proprio per cercare di sistemare quello che non va e ricominciare con il piede giusto.
Sinceramente adesso non riesco ad essere abbastanza lucida per essere positiva su questa cosa. So che la sfrutterò per cercare di migliorare le cose e aggiustare un po’ i problemi che mi sono capitati ultimamente. E fare un immenso lavoro su me stessa, perché so che ci sono alcune cose che devo cambiare.
Cerco di avere fiducia, di vedere questa situazione come una fenice, che si deve ridurre in cenere e morire per rinascere più forte di prima. Ma per il momento non riesco a sentire che il bisogno di piangere.
Non avrei mai pensato di ritrovarmi a questo punto con lui, e gliel’ho anche detto.
Ieri sera, alla fine, sono scoppiata a piangere, e lui mi ha abbracciata e tenuta stretta. Non è stata una decisione facile, e per un momento mi è sembrato quasi un addio più che un arrivederci. Staccarmi da lui e trovare il coraggio di andarmene è stata un’agonia, ma prolungare quel momento con la consapevolezza che poi avrei dovuto comunque farlo era perfino più doloroso.
Spero che questo sia solo il risultato di un momento di stanchezza, che sia solo un periodo e che ci aiuti. E non che diventi qualcosa di permanente…

I guai non arrivano mai soli…

Quest’ultimo mese è stato davvero tremendo. E la settimana in cui è morta mia nonna è stata davvero di fuoco: non so se capiti anche agli altri, ma a me non è mai successo che nel giro di una settimana ricevessi ogni giorno, e dico letteralmente, brutte notizie su più fronti diversi. Se fossi vissuta nell’epoca ellenica avrei pensato che gli dei dell’Olimpo si fossero un bel po’ arrabbiati con me e stessero cercando di punirmi in ogni modo possibile. Sul fronte emotivo, con un lutto da affrontare, eravamo tutti a pezzi, sul fronte economico non facevamo che ricevere spese da tutte le parti, su quello amoroso non stava (e tutt’ora non sta) andando meglio, e perfino quello scolastico mi ha dato problemi, e per motivi al di fuori del mio controllo (si parlava di cancellare l’ultimo anno per mancanza di studenti…). Da qualsiasi parte mi girassi, non riuscivo a vedere davvero nessun punto di sostegno e poco ci è mancato che cadessi in depressione. per notti non sono riuscita a dormire bene e mangiavo pochissimo. Solo adesso mi sto riprendendo un po’, anche perché nel frattempo ho cominciato uno stage e, dovendo lavorare, avevo necessariamente bisogno di riprendermi e rimettermi in forze. Menomale, altrimenti mi sarei lasciata andare, invece così ho dovuto reagire.

Con il mio amore, ultimamente, siamo in crisi nera. Tutti questi problemi, aggiunti a quelli che ha anche lui, ci hanno allontanati e stiamo facendo fatica a vederci spesso per via dei reciproci impegni. Tante volte mi sembra di essere single, e anche lui si sente spesso così. Ciò che ci salva è che comunque ci teniamo l’uno all’altra, e questo ci spinge a non mollare e a provarle tutte. Perlomeno non siamo una di quelle coppie in cui si urla uno sopra all’altro e si passa le giornate o a litigare o a tenersi il muso. Al contrario, parliamo tanto e , lo ammetto, siamo un po’ scoraggiati da tutti questi problemi, ma troviamo sempre dei punti in comune e stiamo cercando di attuare dei piccoli cambiamenti per cercare di non perderci, visto che com’era la situazione prima non funzionava. L’unico grande problema, per me, è che lo sento emotivamente distaccato, e anche lui se ne rende conto. E i sentimenti non puoi controllarmi, o ci sono oppure no, senza vie di mezzo. E non ho garanzie che i sentimenti che provava per me ritorneranno, e parlo al passato per delle ragioni. Per ora cerchiamo di tenere duro, ma la mia più grande paura e che lui si renda conto che ha bisogno di altro e che alla fine prenderà una strada diversa. E quella sarebbe davvero la ciliegina sulla torta per questo “bel” periodo.

Domenica ho deciso di rendere la serata un po’ speciale per noi, preparando una cenetta romantica. Non ricordo nemmeno quando è stata l’ultima volta che ce ne siamo concessi una, e credo che questo sia un grosso campanello d’allarme. Dobbiamo ritrovare la magia dei primi tempi, se non vogliamo perderci…
Ultimamente sogno sempre di più di andare a vivere in un appartamento mio, e non nella casa genitoriale, così io e lui avremmo totale libertà di gestione dei nostri tempi, potremmo dormire insieme tutte le notti, mentre ora non possiamo perché i miei sono altamente contrari a che io trascorra la notte da lui. Da una parte è comprensibile, ma dall’altra questa cosa ci sta separando e non voglio perderlo. Giusto l’altra sera ne parlavamo e mi ha detto: Continueremmo ad avere i nostri impegni, ma sarebbe diverso se la sera venissi qui e dormissimo almeno insieme, saremmo una coppia e la sentirei come tale. Invece come stanno le cose ora mi sento un single che ogni tanto trascorre la serata in compagnia… Come dargli torto? In una settimana riusciamo a vederci soltanto il sabato e la domenica! E dopo due anni di relazione non è sufficiente… Spero davvero che dopo questo stage riuscirò a trovare un lavoro, così potrei finalmente sistemare un po’ di cose della mia vita e ne gioveremmo anche noi come coppia.
Come si suol dire, i guai non arrivano mai da soli… Speriamo solo che abbiano smesso di arrivare