Giorno 1

SophieLens_2015_03_18_17_00 Neanche a farlo apposta, giusto oggi ho fatto qualcosa che non avevo mai fatto, e non è stata una cosa programmata. O meglio, era programmata ma non nella mia lista.

Oggi ho accompagnato per la prima volta il mio ragazzo al lavoro. Lui lavora a più o meno un’ora e mezza di macchina da dove vive, quindi un bel po’ lontano. Stamattina ci siamo alzati entrambi presto, mi è venuto a prendere e poi da lì abbiamo proseguito insieme. Inutile dire che avevamo entrambi le facce stravolte per l’ora, ma era una cosa necessaria. E poi era quasi bello, in realtà, essere in giro così presto. Il sole era sorto da poco (finalmente una bella giornata dopo tanta pioggia), e tra i campi si levava la nebbia mattutina. Nel frattempo chiacchieravamo o ascoltavamo la radio. Purtroppo mi ha dato anche qualche brutta notizia: ieri è venuto a mancare il suo dottore, che tra l’altro era suo vicino di casa e l’ha visto crescere. Io non l’ho mai conosciuto, ma lui mi ha sempre detto che avevano un rapporto stretto, andava spesso a trovarlo e in passato aveva aiutato il mio amore quando stava passando dei momenti difficili. E poi anche un’altra persona che conosce è morta, una signora anziana. In questi giorni è capitata una cosa brutta anche tra le mura di casa mia, tutte queste pessime notizie nel giro di un paio di giorni mi hanno buttata davvero giù. Per fortuna, poi, abbiamo cambiato discorso, altrimenti ci saremmo demoralizzati entrambi.

Pur essendo il tragitto lungo, abbiamo fatto in fretta, anche perché lui guida sempre velocemente. Avendo un po’ di tempo, siamo andati in un bel bar elegante a fare colazione. E anche questa è stata una prima volta: non che non abbiamo mai fatto una colazione insieme, o che non siamo mai andati in un bar, però quelle volte o eravamo a casa sua, dopo aver dormito insieme, o eravamo in compagnia di altre persone, mai solo io e lui.

Ci siamo presi una spremuta e una brioches e ci siamo concessi un po’ di calma, per quanto possibile. Poi siamo andati a fare una commissione importante, e così ho avuto l’occasione di vedere un po’ la città. Mi ci aveva già portata lì, ma non avevo mai avuto occasione di girare un po’ per le vie. E’ il tipico posto per famiglie, molto tranquillo e in periferia, e infatti non c’era neppure una persona della mia età: erano o tutti molto più piccoli (bambini) o molto più grandi (genitori/nonni). Chiunque abbia l’età per andare all’università si trasferisce in un posto che abbia qualche svago in più da offrire. Conosco bene la situazione perché anche io sono cresciuta in un posto del genere, e durante l’adolescenza era una vera e propria salvezza andare in un liceo che si trovava in centro città, dove ci sono negozi, pub, ristoranti e quant’altro, posti con un po’ più di vita insomma. Se mi fossi dovuta accontentare di ciò che aveva da offrire la mia piccola cittadina in periferia credo che sarei morta di noia insieme ai miei amici…

E’ stato bello passeggiare insieme a lui di prima mattina, in mezzo alle vie di sanpietrini, con un silenzio quasi irreale intorno.

Mi ha accompagnata alla stazione prima di andare al lavoro, mentre già sul cellulare gli arrivavano mille chiamate perché nessuno sapeva cavarsela al computer senza di lui. Come ho detto, ci sono solo persone molto adulte, e la maggior parte di queste non sa nemmeno cosa sia una scheda madre. Non è colpa loro, però resta il fatto che gli rendono la vita difficile…

Ho preso il biglietto del treno e poi ci siamo salutati. Mi è dispiaciuto doverlo lasciare andare, avrei voluto stare ancora un po’ con lui, ma in settimana è impossibile, e già oggi è stata un’eccezione non da poco il fatto di aver potuto passare parte della mattina insieme. Ancora non conviviamo, anche se non vediamo l’ora di poterlo fare. Stiamo aspettando solo che io trovi un lavoro e sia autonoma. Per questo motivo, però, passare una mattina così acquista ancora più importanza.

Tra poco più di una settimana inizierò uno stage, e già questo potrebbe aiutarmi molto. Vedremo…

SophieLens_2015_03_18_16_59  Sulla via del ritorno mi sono goduta il viaggio. L’ultima volta che ho preso un treno è stato più di un anno fa. L’ho sempre trovato rilassante, quindi mi sono messa comoda a guardare sfilare fuori dal finestrino il paesaggio. Ogni tanto ripensavo al brutto periodo che sto passando, in altri momenti invece cercavo di focalizzarmi su questo mio progetto. Voglio essere una persona completamente nuova e mettere un punto a com’ero prima. Voglio rinnovarmi e fare tante cose che mi facciano stare bene. Sarò presuntuosa, ma me lo merito.

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