Uno stop

In questi giorni ho dovuto sospendere il mio progetto, pur avendo comunque fatto tante cose per la prima volta in vita mia, solo non volontariamente.

Ho subito un lutto in famiglia e adesso siamo tutti abbastanza depressi. Ci vorrà un po’ per riprenderci, è successo tutto all’improvviso…

Stasera ci sarà il rosario e domani il funerale, quindi sarò troppo presa da queste cose e dal lutto in sé per pensare a rinnovare la mia vita, al momento.

Spero solo che questo brutto periodo passi in fretta

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Giorno 2 – In punta di piedi

Riuscireste a crederci?

Riuscireste a credere che dopo 2…. anni sto imparando solo ora a stare in equilibrio su un paio di tacchi?

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Lo so, il mio cambiamento è interiore, ma questo va a incidere anche sul modo in cui voglio presentarmi al mondo. Fin’ora non me n’era mai importato nulla e avevo continuato imperterrita a indossare gli stessi vestiti di quando andavo al liceo. All’epoca ero timida e mi nascondevo sotto vestiti oversize, rifiutando il fatto di non avere un corpo da modella. Perché purtroppo, bisogna pur ammetterlo, l’aspetto fisico ha un certo valore, e durante l’adolescenza quel valore si massimizza, diventando fondamentale se vuoi avere attenzioni. Ma se non hai un corpo “perfetto” allora tanto vale nascondersi.

Siamo nel 2000, non mi considero una femminista, ma ho sempre creduto nel dare valore ad una persona per le sue capacità piuttosto che per il suo aspetto, uomo o donna che sia, solo che ho travisato questa cosa, dando pochissima importanza a rendermi al meglio, risultando sciatta. Non sto parlando di piacere ai ragazzi, ma alle persone in generale e soprattutto a me stessa. Voglio imparare a sentirmi al meglio, a sentirmi sicura di me, anche sull’aspetto fisico. Lo so che può sembrare frivolo o superficiale, ma credo davvero nell’importanza di trovare un equilibrio tra corpo e cervello. Non si può essere solo belli o solo intellettuali, siamo un tutt’uno. Ridurci a un’etichetta quando abbiamo in realtà un potenziale enorme (l’essere umano è poliedrico per natura), sminuiamo enormemente il nostro valore. O perlomeno, questa è la mia opinione.

Cosa c’entra questo con un paio di tacchi? Beh, per me c’entra perché mi fa sentire più donna e meno ragazzina, più assertiva e controllata e meno in preda alle paure. Mi fa sentire matura e…. per una volta anche alta. Questa mattina ho pensato che per tutta la mia vita avevo fatto fatica a prendere lo zucchero sullo scaffale in alto del mobile in cucina, e invece con sette centimetri in più riuscivo ad arrivarci tranquilla. Non è certo qualcosa che cambia il destino del mondo, ma è pur sempre un miglioramento nella mia vita 🙂

Giorno 1

SophieLens_2015_03_18_17_00 Neanche a farlo apposta, giusto oggi ho fatto qualcosa che non avevo mai fatto, e non è stata una cosa programmata. O meglio, era programmata ma non nella mia lista.

Oggi ho accompagnato per la prima volta il mio ragazzo al lavoro. Lui lavora a più o meno un’ora e mezza di macchina da dove vive, quindi un bel po’ lontano. Stamattina ci siamo alzati entrambi presto, mi è venuto a prendere e poi da lì abbiamo proseguito insieme. Inutile dire che avevamo entrambi le facce stravolte per l’ora, ma era una cosa necessaria. E poi era quasi bello, in realtà, essere in giro così presto. Il sole era sorto da poco (finalmente una bella giornata dopo tanta pioggia), e tra i campi si levava la nebbia mattutina. Nel frattempo chiacchieravamo o ascoltavamo la radio. Purtroppo mi ha dato anche qualche brutta notizia: ieri è venuto a mancare il suo dottore, che tra l’altro era suo vicino di casa e l’ha visto crescere. Io non l’ho mai conosciuto, ma lui mi ha sempre detto che avevano un rapporto stretto, andava spesso a trovarlo e in passato aveva aiutato il mio amore quando stava passando dei momenti difficili. E poi anche un’altra persona che conosce è morta, una signora anziana. In questi giorni è capitata una cosa brutta anche tra le mura di casa mia, tutte queste pessime notizie nel giro di un paio di giorni mi hanno buttata davvero giù. Per fortuna, poi, abbiamo cambiato discorso, altrimenti ci saremmo demoralizzati entrambi.

Pur essendo il tragitto lungo, abbiamo fatto in fretta, anche perché lui guida sempre velocemente. Avendo un po’ di tempo, siamo andati in un bel bar elegante a fare colazione. E anche questa è stata una prima volta: non che non abbiamo mai fatto una colazione insieme, o che non siamo mai andati in un bar, però quelle volte o eravamo a casa sua, dopo aver dormito insieme, o eravamo in compagnia di altre persone, mai solo io e lui.

Ci siamo presi una spremuta e una brioches e ci siamo concessi un po’ di calma, per quanto possibile. Poi siamo andati a fare una commissione importante, e così ho avuto l’occasione di vedere un po’ la città. Mi ci aveva già portata lì, ma non avevo mai avuto occasione di girare un po’ per le vie. E’ il tipico posto per famiglie, molto tranquillo e in periferia, e infatti non c’era neppure una persona della mia età: erano o tutti molto più piccoli (bambini) o molto più grandi (genitori/nonni). Chiunque abbia l’età per andare all’università si trasferisce in un posto che abbia qualche svago in più da offrire. Conosco bene la situazione perché anche io sono cresciuta in un posto del genere, e durante l’adolescenza era una vera e propria salvezza andare in un liceo che si trovava in centro città, dove ci sono negozi, pub, ristoranti e quant’altro, posti con un po’ più di vita insomma. Se mi fossi dovuta accontentare di ciò che aveva da offrire la mia piccola cittadina in periferia credo che sarei morta di noia insieme ai miei amici…

E’ stato bello passeggiare insieme a lui di prima mattina, in mezzo alle vie di sanpietrini, con un silenzio quasi irreale intorno.

Mi ha accompagnata alla stazione prima di andare al lavoro, mentre già sul cellulare gli arrivavano mille chiamate perché nessuno sapeva cavarsela al computer senza di lui. Come ho detto, ci sono solo persone molto adulte, e la maggior parte di queste non sa nemmeno cosa sia una scheda madre. Non è colpa loro, però resta il fatto che gli rendono la vita difficile…

Ho preso il biglietto del treno e poi ci siamo salutati. Mi è dispiaciuto doverlo lasciare andare, avrei voluto stare ancora un po’ con lui, ma in settimana è impossibile, e già oggi è stata un’eccezione non da poco il fatto di aver potuto passare parte della mattina insieme. Ancora non conviviamo, anche se non vediamo l’ora di poterlo fare. Stiamo aspettando solo che io trovi un lavoro e sia autonoma. Per questo motivo, però, passare una mattina così acquista ancora più importanza.

Tra poco più di una settimana inizierò uno stage, e già questo potrebbe aiutarmi molto. Vedremo…

SophieLens_2015_03_18_16_59  Sulla via del ritorno mi sono goduta il viaggio. L’ultima volta che ho preso un treno è stato più di un anno fa. L’ho sempre trovato rilassante, quindi mi sono messa comoda a guardare sfilare fuori dal finestrino il paesaggio. Ogni tanto ripensavo al brutto periodo che sto passando, in altri momenti invece cercavo di focalizzarmi su questo mio progetto. Voglio essere una persona completamente nuova e mettere un punto a com’ero prima. Voglio rinnovarmi e fare tante cose che mi facciano stare bene. Sarò presuntuosa, ma me lo merito.

Storia di una sfida a me stessa

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Non so come debba essere il primo posto di un blog, ma ci provo.

Forse dovrei fare qualcosa del tipo: sono tizia, abito a…, nella vita faccio… Ma credo che mi sembrerebbe di essere di nuovo alle elementari, dove eri costretto a presentarti alla classe e non sapevi bene che cosa dire di te che potesse impressionare i nuovi compagni e farti acquistare punti. Quindi sarò molto semplice e diretta.

Questo blog nasce da un’esigenza particolare, l’esigenza di risistemare la mia vita e cambiare alcune situazioni che ormai costituiscono un passato ingombrante.

Quello che voglio dire è che ho la necessità di una rinascita, di essere una persona nuova. E’ un bisogno che molte persone provano dopo aver passato esperienze difficili, ed è proprio quello che sta capitando a me. Ecco perché ho lanciato una sfida a me stessa: fare qualcosa di nuovo, qualcosa che on si è mai fatto prima, ogni giorno. Non è una mia invenzione, questo piccolo esperimento sta già prendendo piede da un po’, ci hanno scritto persino un libro (Dieci minuti, di Chiara Gamberale), che però non ho letto. Lo scopo è mettersi alla prova, andare oltre il conosciuto e la quotidianità, e inoltre aiuta anche ad essere più selettivi e sapere davvero cosa piace o cosa no (non puoi saperlo finché non lo provi).

Ho deciso di aprire un blog per “allenarmi” a parlare un po’ di me stessa, e anche perché ho bisogno di documentare questo mio piccolo viaggio intimo. Magari potrebbe essere anche da ispirazione a qualcuno nel mio stesso stato d’animo, un giorno…